Rome, 9 SS sentenced to life: "Responsible for the 1944 masacres in Tuscany"
27 Giugno 2009
ROMA - Condannati all'ergastolo per le stragi naziste compiute in Toscana durante la seconda guerra mondiale. Questa la sentenza del tribunale militare di Roma nei confronti di 9 ex ufficiali e sottufficiali tedeschi che nell'estate del 1944 si sono resi responsabili di diversi eccidi nella zona tra i comuni di Fivizzano e Fosdinovo in Toscana. Tra le loro 350 vittime - dice l'accusa -, anche "numerose donne, anziani e bambini". Il tribunale ha anche condannato lo stato tedesco, in qualità di responsabile civile al risarcimento dei danni ai parenti delle vittime che si erano costituite parti civili.
I nove condannati. Sono tutti ultraottantenni i condannati da parte del tribunale presieduto dal giudice Agostino Quistelli. I loro nomi: Paul Albers, Josef Baumann, Hubert Bichler, Ernst Kusterer, Arnold Rosler, Adolf Schneider, Heinz Frtiz Trager e Helmut Wulf. Il più giovane tra di loro ha 84 anni, il più anziano ne ha 90. Inizialmente, i rinviati a giudizio erano 11, ma uno, Max Rothmeier di 86 anni, è morto durante il processo, mentre l'altro, Walter Waage, è stato assolto per non aver commesso il fatto.
Risarcimenti. L'ammontare che la Germania dovrà risarcire ai familiari delle vittime sarà stabilito in sede civile. Tuttavia è già stata stabilita una provvisionale di 1 milione e 250 mila euro. Per i soli 9 condannati è previsto anche un risarcimento danni nei confronti della presidenza del Consiglio dei ministri e della regione Toscana, con una provvisionale di 40 mila euro per quest'ultima.
'L'armadio della vergogna'. L'inchiesta per le stragi in provincia di Massa Carrara fu avviata nel 1994 dal tribunale della procura militare di La Spezia dove il ritrovamento del cosiddetto 'armadio della vergogna', contenente 695 fascicoli di crimini nazifascisti mai perseguiti. Gli imputati sono tutti ex appartenenti alla famigerata 16esima Divisione SS 'Reichsfuhrer', il reparto cui vengono attribuiti - sotto il comando e la regia del maggiore Walter Reder - i principali eccidi compiuti tra la Toscana e l'Emilia Romagna durante la 'ritirata del terrore' del 1944, a cominciare da quello di Marzabotto. In particolare, gli imputati sono accusati - a vario titolo - dell'uccisione, a Bardine di S. Terenzo, di 53 uomini già rastrellati alcuni giorni prima in occasione della strage di S. Anna di Stazzema, in Lucchesia: li legarono agli alberi e ai pali dei vigneti circostanti e poi li fucilarono. I cadaveri vennero lasciati quindi esposti con il cartello: "Questa è la fine di chi aiuta i partigiani". Altre 103 persone furono ammazzate a Valla e più di 200 in diversi altri paesi della zona.
Il problema della pena. I 9 sono stati processati in contumacia, disinteressandosi del processo. Nel caso in cui la sentenza diventasse definitiva si porrà il problema di come fargli scontare la pena. Sono numerosi i criminali nazisti nei confronti di cui la Corte di Cassazione ha confermato l'ergastolo ma che vivono tranquillamente in Germania perché non è mai stata richiesta l'esecuzione delle condanne.
Le reazioni. Il presidente della regione Toscana, Claudio martini ha espresso sollievo e soddisfazione per la sentenza che "restituisce giustizia e verità a chi subì in prima persona le atrocità del nazismo.
"Noi - ha aggiunto Martini -, non siamo animati da nessun desiderio di vendetta, ma dal bisogno di scrivere una parola di verità su questa terribile pagina di storia. Queste atroci vicende devono servire alle giovani generazioni per far crescere e coltivare una cultura di pace e di rispetto tra i popoli".
Repubblica.it